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Sportello - Scuola
per l’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana
e per l’educazione interculturale
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Progetto per il triennio  2008/2009 - 2009/2010 - 2010/2011


Giugno 2008

 

 

 

 

 

Dimensione

istituzionale

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     Lo Sportello – Scuola per l’integrazione degli alunni stranieri

e per l’educazione interculturale

 

è un servizio di scuole in rete, ai sensi del DPR 275/1999 art.7, per

·  attività di coordinamento e progettazione

·  attività di formazione dei docenti

·  laboratori di ricerca-azione sui temi

·  dell’accoglienza e dell’integrazione dei minori stranieri

·  dell’educazione e della pedagogia interculturale

· dell’insegnamento/apprendimento dell’italiano come L2

 

 

 

 

 

Progetto

e azioni

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Area dell’accoglienza – integrazione

La presenza degli alunni stranieri nelle scuole è ormai un dato strutturale e non più occasionale.

Alla scuola è richiesto un passaggio da una “gestione” dell’alunno straniero come “problema” ad una gestione pedagogica delle differenze non come elemento residuale/aggiuntivo, ma come elemento “educativo”.

Il punto centrale delle azioni della scuola deve essere il diritto del bambino e della sua famiglia a trovare spazi di accoglienza, ascolto, comunicazione, aiuto e facilitazione nel processo di inserimento nella comunità ospite.

L’accoglienza non può essere dunque una attività a senso unico (con gli stranieri come destinatari), ma mette in campo aspetti di comunicazione tra culture, anche con risvolti problematici per le possibili resistenze o chiusure (razzismo o xenofobia degli autoctoni, chiusura etnica nelle comunità da parte di alcuni gruppi immigrati).

L’accoglienza, per non essere a senso unico, deve innanzi tutto modificare i servizi che la progettano, a cominciare dalla scuola, per predisporre spazi e momenti di ascolto dell'altro e di dialogo.

Una accoglienza delegata a persone o a luoghi separati non è accoglienza: la classe è perciò il luogo ed il gruppo privilegiato e paradigmatico dell'accoglienza; i laboratori, ancorché attrezzati e resi accoglienti, possono solo servire di rinforzo parziale e momentaneo all'accoglienza ed alla acquisizione-apprendimento collocati nella classe; lo stesso rapporto va pensato tra insegnanti di classe e insegnanti alfabetizzatori, per le ore di facilitazione.

Il processo di accoglienza/integrazione dei minori e delle loro famiglie non si esaurisce nella scuola, né la scuola può agire isolatamente, ma occorre che si integri il progetto anche con gli altri soggetti, enti, servizi, istituzioni, associazioni… della comunità locale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Progetto

e azioni

Le azioni che lo Sportello intende intraprendere sono:

o        diffusione di “buone pratiche” nelle scuole, attraverso la consulenza e l’informazione agli insegnanti, la raccolta e la diffusione di materiale e la creazione di una biblioteca-archivio

o        promozione dei laboratori di IL2 nelle scuole e formazione dell’insegnante esperto nella gestione del laboratorio di IL2

o        coordinamento delle Funzioni Strumentali e/o degli insegnanti referenti nominati dalle scuole

o        promozione di progetti di rete scuola-territorio (Enti locali, associazioni del privato sociale…) per l’integrazione socioculturale dei minori stranieri e delle loro famiglie, secondo gli orientamenti della legge 285/97 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza) e della legge 40/98 (Disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero),  della CM 24/2006 (Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri), del documento dell’ottobre 2007, a cura dell’Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e l'educazione interculturale del MPI (La via italiana alla scuola interculturale).

 

Area dell’educazione e della pedagogia interculturale

La società multiculturale

La presenza sullo stesso territorio di una pluralità di culture, di esperienze, di modi di intendere e di interpretare la vita e la realtà rende la società multiculturale.

La società multiculturale pone istanze educative che riconoscono e valorizzano le differenze entro un progetto di società conviviale e democratica.

Si tratta di un progetto che considera come valore ogni persona che costruisce e realizza la propria identità nella relazione con gli altri.

L’educazione interculturale

L'educazione interculturale promuove il dialogo e la convivenza costruttiva tra soggetti appartenenti a culture diverse.

La riflessione sul concetto di cultura ne ha ampliato il significato, fino a investire l'intero modo di vivere, di pensare e di esprimersi di un gruppo sociale: si riconosce, così, la capacità di tutti i popoli di produrre “cultura”.

Si conviene che i valori che danno senso alla vita non sono tutti nella nostra cultura, ma neppure tutti nelle culture degli altri: non tutti nel passato, ma neppure tutti nel presente o nel futuro. Essi consentono di valorizzare le diverse culture, ma insieme ne rivelano i limiti, e cioè le relativizzano, rendendo in tal modo possibile e utile il dialogo e la creazione della comune disponibilità a superare i propri limiti e a dare i propri contributi in condizioni di relativa sicurezza.

Allo stesso tempo si rinviene nel valore universale della persona il fondamento di una comune cultura e si riconosce nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (ONU, 1948) l'espressione di valori di generale consenso. Ad un approccio relativista viene dunque a corrispondere una visione universalista. Il riconoscimento delle differenze si colloca in un quadro di ricerca delle somiglianze.

L'educazione interculturale si impernia, appunto, sui motivi dell'unità, della diversità e della loro conciliazione dialettica e costruttiva nella società multiculturale.

Un'enunciazione di portata generale è contenuta negli Orientamenti didattici per la Scuola materna: “L'accentuarsi delle situazioni di natura multiculturale e plurietnica, di fronte alle quali si verificano talvolta atteggiamenti di intolleranza quando non addirittura di razzismo può tradursi in occasione di arricchimento e di maturazione in vista di una convivenza basata sulla cooperazione, lo scambio e l'accettazione produttiva delle diversità come valori ed opportunità di crescita democratica”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Progetto

e azioni

Confronto interculturale e identità

Il confronto interculturale introduce anche una riflessione sulla propria cultura e ne rafforza la consapevolezza. Si richiama la consapevolezza della propria identità e delle proprie radici come base essenziale per il confronto; d'altra parte si sottolinea, di questa identità, la struttura composita, il carattere dinamico e l'articolazione secondo livelli diversi di appartenenza: locale, regionale, nazionale, europeo, mondiale.

Nel dibattito su questi temi emerge il concetto di “disponibilità critica allo scambio” e si invoca il rispetto dei diritti dell'uomo come condizione per un rapporto interattivo.

Lo sfondo integratore della scuola dell’autonomia

L'educazione interculturale nelle sue articolazioni costituisce la risposta educativa alle esigenze delle società multiculturali.

In questo scenario si individua la scuola come il luogo dove confluiscono e si integrano le capacità progettuali e le risorse dell’intera comunità.

Pertanto il piano dell’offerta formativa non può non avere fra le sue finalità quella di accompagnare e sostenere la formazione di persone che vivono e vivranno in una società multiculturale. Esso deve avere alcuni sfondi integratori (sui quali si impiantano progetti, programmazioni e attività): qui trova collocazione l’educazione interculturale come sfondo integratore dell’educazione nelle società plurali.

La costruzione di una nuova cittadinanza basata sul dialogo e sulla cooperazione passa anche attraverso la testimonianza della scuola dell’autonomia, impegnata a definire la propria identità in chiave interculturale.

(Fonti: CM 122/92CM 73/94Documento Commissione nazionale per l’educazione interculturale/gennaio 2000)

Le azioni che lo Sportello intraprende sono:

  • formazione degli insegnanti attraverso

 - attivazione di laboratori su didattica interculturale e

   curricoli disciplinari

- attivazione di laboratori sulla gestione delle

   differenze

  • creazione di gruppi di ricerca-azione sulle tematiche interculturali
  • consulenza agli insegnanti per la progettazione e la realizzazione di percorsi interculturali
  • raccolta e diffusione di documentazione
  • creazione di una biblioteca-archivio.

 

 

 

 

 

 

Dimensione

organizzativa

 

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  Lo Sportello è dotato di operatori

- a tempo pieno, insegnanti distaccati ai sensi del DPR 275/99–art. 7

- a tempo parziale, insegnanti e/o esperti e/o consulenti

Condizioni per un efficace svolgimento del servizio di Sportello: le attività degli insegnanti distaccati devono uniformarsi ai criteri della flessibilità oraria e di movimento.

L'insegnante incaricato può strutturare il suo orario settimanale in modo flessibile.

Il monte ore relativo alle attività di carattere collegiale, previste dal CCNL, sarà gestito con lo stesso criterio della flessibilità. 

 

Ciò per permettere lo svolgimento delle diverse attività:

  • consulenza: presso la sede dello sportello e presso le scuole degli Istituti aderenti alla rete;
  • rapporti col territorio: partecipazione a incontri presso le sedi degli enti locali, dell'ambito territoriale (ex legge 328/2000), sedi di associazioni e gruppi di volontariato;
  • formazione:   progettazione, organizzazione  e verifica, gestione dei lavori di gruppo dei corsi organizzati presso le sedi individuate a livello provinciale o locale;
  • coordinamento: incontri tra operatori degli sportelli a livello provinciale, con i  dirigenti e i referenti degli Istituti aderenti alla rete.

Tutti gli spostamenti nei vari luoghi previsti dalle attività sopraelencate, anche quelle  in orario serale,  sono da considerarsi attività di servizio, pertanto  l'insegnante gode di copertura assicurativa ... stipulata da ...(da definire con i Dirigenti Scolastici degli Istituti di appartenenza)

Per la formazione, tenuto conto delle competenze richieste agli insegnanti distaccati per i progetti Sportelli, è possibile conteggiare nell'orario di servizio l'eventuale partecipazione a corsi di formazione, convegni, seminari anche per un orario superiore ai 5 giorni previsti dal CCNL. ...(da definire con i Dirigenti Scolastici degli Istituti di appartenenza)

Per il riconoscimento della disponibilità alla flessibilità oraria e di spostamento, per il rimborso spese di viaggio e per le ore eccedenti l'orario di servizio, è prevista una quota forfettaria  integrata con i contributi resi disponibili dalle scuole in rete.

Lo Sportello Scuola per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale è coordinato dal Dirigente Scolastico dell’Istituto sede di Sportello.

 

 

 

 

 

Dimensione

organizzativa

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Le attività dello Sportello possono essere finanziate con

- fondi interni

a)quote versate dalle scuole in rete

b)quote dei fondi destinate alle “Scuole collocate in zone a forte processo immigratorio”

c)quote dei fondi provinciali per l’attuazione dell’autonomia scolastica

- fondi esterni

a)fondi da progetti (in accordi con Enti locali)   finanziati dalla leggi di settore (L. 328/2000)

b)fondi da progetti (in accordi con Enti Locali) finanziati da leggi regionali (L. 31/’80)

c)fondi da progetti finanziati da F.S.E.

d)fondi da progetti finanziati da Fondazioni e Banche

e)fondi da Enti Locali (Comuni, Comunità Montana…)

I fondi sono accreditati, gestiti e amministrati dal Dirigente scolastico dell’istituto scolastico sede dello Sportello.

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Lo Sportello ha la sede presso uno degli Istituti scolastici aderenti all’accordo di rete.

 

 

 

 

 

Rapporti e convenzioni

con enti, associazioni

 

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Nello svolgimento delle proprie attività lo Sportello si avvale di collaborazioni con servizi esterni alla scuola:

· Enti locali

· ASL

· Università di Bergamo e altre

· Associazioni di volontariato, Oratori…

· Associazioni di immigrati

· Agenzie del privato sociale

· Centri interculturali

  Lo Sportello promuove accordi tra scuole, centri CTP-EDA territoriali, Associazioni e altri enti per interventi:

  • di supporto linguistico agli studenti stranieri inseriti nel biennio delle Scuole Secondarie di II grado e nei CFP
  • di aggiornamento su IL2 rivolti agli insegnanti delle Scuole Secondarie di I e II grado
  • di alfabetizzazione linguistica e culturale rivolti ai genitori degli alunni stranieri frequentanti gli Istituti della rete

 

 

 

 

 

 

Il coordinamento provinciale

con l’Ufficio Scolastico Provinciale

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Tra le sedi locali dello Sportello Scuola (Bergamo, Ponte San Pietro, Costa Volpino, Ponte Nossa / Albino, Verdellino, Chiuduno,Trescore Balneario,Treviglio, Romano di Lombardia/Bariano)

è costituito un coordinamento provinciale che si riunisce, a cadenza mensile, presso la sede dello Sportello di Bergamo.  

Azioni del coordinamento provinciale:

o        condivisione di idee, riflessioni, orientamenti e prospettive di sviluppo dell’azione dello Sportello

o        progettazione e coordinamento di percorsi di ricerca-azione e di monitoraggio sull’integrazione dei minori stranieri e sulla diffusione dell’educazione interculturale nelle scuole della provincia

o        progettazione e coordinamento delle azioni previste al punto 2

o        progettazione di momenti formativi per gli operatori dello Sportello

o        attivazione di rapporti con enti istituzionali provinciali (Osservatorio provinciale per l'immigrazione – ASL – Questura – Provincia), con rappresentanze di cittadini stranieri, con agenzie e associazioni del privato sociale

o        elaborazione di progetti e ricerca di finanziamento (F.S.E. – Fondazioni, Banche e altri)

La gestione del coordinamento provinciale è assunta dal dirigente dell’Ufficio Interventi Educativi dell’USP di Bergamo.